Tifa (Typha Angustifolia, T. Latifoglia)

Pubblicato: 07/02/2013 09:51:50
Categorie: Curiosità

Tifa (Typha Angustifolia, T. Latifoglia)

Habitat:

Si trova nelle acque o nei pressi di esse, nelle zone paludari e fluviali la Tifa cresce robusta in mezzo al fango, tollera sommersioni continue, prolungate condizioni ridotte del suolo e salinità moderata. Se c'è un apporto di nutrienti e acqua dolce, la Tifa diventa una specie invasiva sia delle zone umide salmastre che di quelle dolci. La Tifa è una delle piante più diffuse nel Nord America e in Eurasia è una pianta erbacea, perenne, rizomatosa (rizoma: modificazione del fusto con principale funzione di riserva) con steli lunghi, sottili e di colore verde sormontati da spighe che si presentano in quelle femminili più grandi disposte in basso e quelle maschili più piccole in alto.

Descrizione:

La pianta può raggiungere i 150 - 300 centimetri di altezza nelle zone più libere. Le foglie sono lunghe simili alla forma di una spada, lo stelo è rotondo e solido per tutta la sua lunghezza, i fiori non sono appariscenti e nascono nella prima estate in cima al gambo e rimangono avvolti in una guaina verde fino alla fioritura. Il fiore maschio produce il polline, la femmina il seme. Il fatto che le due spighe siano separate da un breve tratto di fusto (1-8 centimetri) permette di distinguere la Tifa comune a foglie larghe (Latifoglia) da quella a foglie strette (Angustifolia). Ha meno rizomi ma più estesi rispetto alla tifa a foglie larghe, e questo porta ad un minore tasso di colonizzazione, ma allo stesso tempo le permette di crescere in acque più profonde. Si riproduce sia per via vegetativa che tramite seme. Le due specie sono spesso ibridi.

Usi in cucina:

Queste piante hanno diverse parti che possono essere utilizzare in cucina nella stessa maniera, tranne per il rizoma. Nella Tifa a foglie strette è più difficile da recuperare in quanto vive in zone più asciutte ed è più difficile estrarre le radici perché si intrecciano con il terreno umido. Il rizoma può essere compresso ricavandone amido commestibile. La parte superiore del fiore quando è immaturo può essere mangiata, si stacca facilmente dalla parte inferiore piegandola velocemente ad angolo retto, può essere bollita e poi sgranocchiata oppure raschiandone la superficie ottenendo un gel verde giallastro dal sapore dolce di mais e funghi, può essere mangiata anche crudo ma sembra che il valore energetico entri in contrasto con il nostro sistema digerente. Il polline viene prodotto dal fiore maschio, la miglior maniera per raccoglierlo è aspettare il clima asciutto, dopo la raccolta risulterà come una farina ma sarebbe meglio passarlo attraverso una garza per eliminare eventuali insetti. Il polline si presenta con un buon sapore ed è di color oro, può essere usato per fare i muffin, pane, consumato con cereali cotti e altri molti cibi perché conferisce un sapore dolce ma deve essere sempre mischiato ad altre farine perché la sua consistenza è appiccicosa. Anticamente venivano usate le foglie per farne panieri e le infiorescenze, composte da moltissimi “pelucchi” tutti uniti, venivano usate per imbottire materassi. Usata dai fioristi come decorazione, specialmente l’infiorescenza essiccata, è anche utilizzata come specie vegetale nei sistemi di fitodepurazione delle acque reflue. Nel Ferrarese i "sigari" venivano accesi in modo che il fumo, abbastanza copioso, scacciasse le zanzare.

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